La nota

ScuolaQui: buona la prima!

«Siamo pienamente soddisfatti del lavoro che è stato fatto, ci aspettiamo un nuovo anno che porti con sé altre numerose iniziative grazie anche al coinvolgimento di molti ragazzi coetanei che si sono mostrati disponibili»

Margherita giovedì 09 dicembre 2021
di La Redazione
scuola qui
scuola qui © n.c.

È ormai noto a tutti che col propagarsi della pandemia da covid siano nate situazioni di stallo nel percorso di crescita scolastica degli studenti, che siano venuti meno i rapporti sociali e che questa carenza di contatto tra giovani non abbia di certo giovato. Nonostante questa situazione di difficoltà abbiamo fortunatamente visto il manifestarsi di alcune idee partite da giovani menti che si sono distinte: come nel caso di ScuolaQui.it.

Ed è proprio per questo che gli ideatori hanno deciso di organizzare una video-intervista ad alcuni degli utenti che hanno usufruito della piattaforma online per scambiarsi i libri usati. Nel colloquio vengono esposte alcune semplici ma interessanti domande riguardanti i feedback che gli iscritti hanno riguardo il servizio usato durante l'estate, gli intervistati mettono in evidenza alcuni accorgimenti da seguire per migliorare ancor di più l'user experience. Il tutto è stato organizzato cercando di contattare i ragazzi con i quali non ci fossero già precedenti legami di amicizia che potessero condizionare la valutazione complessiva.

«Siamo pienamente soddisfatti del lavoro che è stato fatto e dei risultati che sono stati raggiunti durante i primi mesi di attività, ci aspettiamo un nuovo anno che porti con sé altre numerose iniziative grazie anche al coinvolgimento di molti ragazzi coetanei che si sono mostrati sin da subito pienamente disponibili a partecipare. In questo modo potremmo giungere ad un livello di cooperazione tra studenti che sicuramente porterà una crescita culturale non indifferente».

Riassunto dalle parole di Francesco Suriano, è questo il messaggio che il direttivo ha voluto trasmettere: «guardare al futuro con l'auspicio che ci sia una proficua collaborazione con la comunità locale».

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