Dalla Regione Puglia

Stabilizzazione precari Sanità, Mennea: “Il Governo ha fatto la sua parte, ora tocca alla Regione"

Il Governo nazionale ha inserito il meccanismo della stabilizzazione nel nuovo ‘decreto Rilancio’

Politica
Margherita domenica 17 maggio 2020
di La Redazione
Infermieri
Infermieri © n.c.

“Nel pieno dell’emergenza Covid-19 ci sono stati migliaia di operatori sanitari che hanno dato il massimo anche in Puglia, mettendo a rischio la propria vita, nonostante la loro situazione lavorativa fosse di estrema precarietà. Ora che il Governo nazionale ha inserito il meccanismo della stabilizzazione nel nuovo ‘decreto Rilancio’, tocca alla Regione Puglia fare la sua parte, facendovi rientrare tutti i precari della sanità che abbiano maturato 36 mesi di lavoro entro il 31 dicembre 2021”. Lo dichiara il consigliere regionale Pd, Ruggiero Mennea, che già nelle scorse settimane aveva sollecitato la stabilizzazione degli operatori sanitari pugliesi impegnati in prima linea nel combattere l’epidemia negli ospedali della regione.

“Sono contento che altri colleghi consiglieri – aggiunge Mennea - abbiano sottoscritto l’appello alla stabilizzazione degli operatori precari della sanità, dopo tutto l’impegno manifestato da questi ultimi in piena emergenza. Così come sono convinto che anche tutti gli altri consiglieri regionali siano d’accordo nel dare un giusto riconoscimento a questi lavoratori. E’ un impegno che non poteva ignorare il Governo nazionale e non può ignorare quello regionale. E’ venuta l’ora, come avviene alla fine di ogni guerra, di appuntare la medaglia al petto di queste donne e di questi uomini: quella della stabilizzazione. E’ un atto di riconoscenza, ma anche di giustizia sociale”.

“Resta ferma – sottolinea ancora il consigliere regionale - la possibilità per chi ha fatto un concorso di poter essere assunto, anche perché il ‘decreto Rilancio’ ha previsto un consistente investimento in sanità proprio allo scopo di incrementare il personale. Non dimentichiamoci che proprio l’emergenza sanitaria ha messo in evidenza le carenze d’organico negli ospedali, che ora vanno assolutamente ricolmate – conclude - per non ritrovarci mai più in condizioni di inadeguatezza di fronte alle emergenze”.

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