La nota di Rita Di gaetano, archeologa

Resti di un capitello ionico al "Torrione": sognare un tempio di Cassandra presso Salapia

Riporta alla mente culti e miti che hanno interessato la Daunia, come quello della sacerdotessa Cassandra e del tempio a lei dedicato edificato presso Salapia Vetus a cui il poeta drammatico Licofrone fa riferimento

Cultura
Margherita lunedì 22 novembre 2021
di La Redazione
Resti di un capitello ionico al Torrione
Resti di un capitello ionico al Torrione © Rita DiGaetano

Imbattersi nei depositi di reperti archeologici dei musei o di altri luoghi deputati a tale compito riserva sempre sorprese. La vista di un capitello in pietra in stile ionico, molto rovinato ma ancora leggibile, depositato presso Torre delle Saline - Margherita di Savoia, riporta alla mente reminiscenze degli studi universitari riguardo a quei culti e miti che hanno interessato la Daunia, come quello della sacerdotessa Cassandra e del tempio a lei dedicato edificato presso Salapia Vetus a cui il poeta drammatico Licofrone (III secolo a.C.) fa riferimento nella sua opera, “l'Alessandra”.

Licofrone, difatti, parla di un tempio dedicato dai principi dauni e dagli abitanti di una “polis Dardanos” (città “dardania” o “troiana”) presso le rive del lago di Salpi, al cui interno si trovava la statua della sacerdotessa che veniva abbracciata dalle giovani daune per sfuggire a nozze non volute, secondo un rituale che richiama l’episodio di violenza da parte di Aiace su Cassandra, avvenuto presso la statua di Atena ad Ilo. In questo rituale le donne, per respingere i pretendenti sgraditi imposti da genitori, dovevano vestirsi di nero, truccarsi pesantemente, impugnare un bastone in onore della Dea e abbracciare l’effigie di Cassandra diventando così vestali o sacerdotesse.

Il passo di Licrofone, secondo alcuni autori, presenta ambiguità circa la localizzazione del tempio e sul significato della parola Dardanos ma, se consideriamo la citazione del lago di Salpi, diventa difficile non identificare questa città con la prima Salapia. I ritrovatori del capitello succitato (Salvatore Lopez – Ignazio Piazzolla) del resto riferirono di averlo rinvenuto in località Giardino-Torretta dei Monaci, ovvero nell’area in cui sorgeva l’antica città.

Per giustificare la presenza di un tempio greco sulle sponde del Salpi non possiamo non menzionare quei miti acheo-troiani che narrano della presenza di Diomede in Daunia, terra su cui disseminò le pietre delle fondamenta di Troia, nonché quei miti in cui è indicata la presenza di un tempio di Atena Iliaca (o Acaia) presso cui Diomede offre le sue armi come ex voto.

Tutte queste considerazioni, non certo approfondite, affiorate alla mente al cospetto di un reperto archeologico come questo interessante capitello databile al V-IV sec. a.C., meriterebbero sicuramente un approfondimento: nulla però al momento ci impedisce di sognare la presenza di un tempio, anche dedicato ad altre divinità, nel nostro territorio.  

C. Rita DiGaetano

 

 

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