L'intervento

L'arcivescovo mons. D'Ascenzo scrive ai maturandi

«E' giunto anche per voi il tempo tanto atteso ed emozionante dell’esame di maturità, a conclusione di un percorso di vita che vi ha visti crescere e sognare»

Cronaca
Margherita venerdì 17 giugno 2022
di La Redazione
esami di maturità
esami di maturità © nc

L’Ufficio  Scuola Servizio diocesano per l’Insegnamento della Religione Cattolica ha reso noto la lettera che l’Arcivescovo Mons. Leonardo D’Ascenzo indirizza a tutti i maturandi nell’approssimarsi dell’esame finale del ciclo di studi nella scuola secondaria di secondo grado. Di seguito il testo integrale della missiva:

«Cari ragazzi e ragazze,  

è giunto anche per voi il tempo tanto atteso ed emozionante dell’esame di maturità, a conclusione di un percorso di vita che vi ha visti crescere e sognare con i vostri compagni di scuola, i vostri educatori e i vostri genitori.

Al termine di questo ciclo di studi siete chiamati a dare prova della vostra “maturità”, ma anche della vostra umanità. 

Nel corso di questi anni avete imparato non solo a crescere culturalmente e professionalmente, ma anche umanamente, perché, mentre nella vostra mente avete accumulato esperienze culturali e formative, nel vostro cuore è cresciuta la consapevolezza che non siete più i ragazzini timidi del primo anno di scuola superiore, ma siete diventati uomini e donne capaci di riflettere, di prendere decisioni e scelte che segneranno il resto della vostra vita adulta. 

         Allora forza, con coraggio e con entusiasmo (e un pizzico di buona adrenalina) siate pronti ad affrontare questa bella esperienza degli esami, un momento che resterà nel vostro cuore come una pietra fondamentale della vostra esperienza di crescita e che difficilmente dimenticherete col passare degli anni.

Come vostro padre in Gesù Cristo vi immagino, in questo periodo di esami, in attesa sulla banchina del porto, pronti a salpare sulla nave della vostra vita che vi porterà a vivere esperienze bellissime che vi faranno ancora crescere. Come sempre, quando si sta per partire, ci saranno i “saluti di rito”, vi abbraccerete con i vostri compagni di classe, con i vostri insegnanti e, una volta saliti sulla nave, piangerete di gioia e di nostalgia per il tempo trascorso tra i banchi di scuola, e di entusiasmo per il viaggio che incomincerete nel mondo dell’Università o del lavoro. 

         Ora vi è chiesto l’ultimo sforzo di studio, non per poter dire: “Basta! Ora sono libero!”, ma per ricominciare a camminare con un cuore adulto e fortificato. 

Siate costruttori di pace in questo mondo che, oggi più che mai, ne ha tanto bisogno. Voi siete la speranza dell’umanità, perché si mettano a tacere, una volta per tutte, le parole di odio, di orgoglio e di discriminazione. Testimoniate che è ancora possibile realizzare una  società in cui i nemici si stringono la mano e lavorano per il bene della persona umana e del mondo intero.   Auguri a tutti voi! 

         Vi affido alla Divina Sapienza, perché diriga il vostro cuore a cercare sempre il bene e il bello che c’è in voi, immagine e somiglianza di Dio».

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