L'intervento

Mons. Giuseppe Pavone saluta l'Arcivescovo, i confratelli e la chiesa diocesana

Il commiato del vicario che ha retto la comunità dei fedeli nel corso della traumatica transizione da Mons. Pichierri a Mons. D'Ascenzo

Cronaca
Margherita domenica 11 luglio 2021
di La Redazione
Mons. Giuseppe Pavone
Mons. Giuseppe Pavone © n.c.

Il testo integrale del saluto di Mons. Giuseppe Pavone, Vicario Generale uscente. Si rivolge all’Arcivescovo, al clero, all’intera Chiesa diocesana,

ma anche alle diverse autorità civili e militari.

«Oggi 11 luglio 2021, in prossimità del mio 48° Anniversario di Sacerdozio,  termino il servizio di Vicario Generale dell’amata Chiesa diocesana di Trani-Barletta-Bisceglie.

Con commozione provo ad esprimere i sentimenti di profonda gratitudine alla Trinità Santissima e alla Vergine Maria, che mi hanno accompagnato lungo tutto il tempo dedicato a questo ministero.

Sentimenti di gratitudine, di filiale e sincero affetto, di indelebile riconoscenza agli Arcivescovi Mons. Giuseppe Carata, Mons. Carmelo Cassati e Mons. Giovan Battista Pichierri, che  da oltre trent’anni, in diversa maniera, mi hanno chiamato a collaborare con loro  in quanto Parroco, Vicario episcopale, Pro Vicario generale e Vicario Generale della Diocesi.

Un ringraziamento tutto particolare lo esprimo a S.E. Mons. Leonardo D’Ascenzo, per avermi confermato fino ad oggi in questo incarico di Vicario generale; con lui ho condiviso gioie e preoccupazioni in questi tre anni del suo episcopato.

Grazie, Eccellenza, per la fiducia, la paternità e l’amicizia fraterna accordatami. La sua stima, la sua vicinanza, la sua voglia di una Chiesa giovane, povera, sinodale, annunciatrice gioiosa del Vangelo della misericordia e testimone di speranza mi hanno permesso di crescere nell’esperienza di governo, da me inteso come servizio, e nell’interpretare le esigenze e le emergenze degli uomini e dei poveri, in particolare guardando al futuro con la solida speranza ancorata in Cristo.

Tutto questo mi sarà ancora utile nel mio ritorno alla cura, a tempo pieno, del popolo che il Signore mi ha affidato come Parroco della Parrocchia  Beata Maria Vergine di Loreto in Trinitapoli.

Il mio ringraziamento va a voi confratelli nel sacerdozio, ai Vicari episcopali zonali, ai Parroci, ai Direttori degli Uffici pastorali, a quanti, in maniera diversa, mi sono stati vicini, collaborando e accettando anche i miei limiti. Grazie per la vostra pazienza.

Grazie a tutti i collaboratori di Curia, che mi sono stati strettamente e familiarmente vicini in questi anni, il Cancelliere, il Vice cancelliere, l’Economo e tutti gli impiegati.

 Grazie ai Diaconi, alle religiose e ai religiosi. Grazie a tutti i fratelli delle nostre comunità parrocchiali, delle Confraternite, dei Movimenti e delle Associazioni di fedeli.

 Grazie ai componenti del Consiglio Presbiterale e del Consiglio Pastorale Diocesano: il loro contributo in termini di idee e di proposte operative è stato prezioso nel momento in cui bisognava fare sintesi e tracciare delle linee programmatiche.

 La mia gratitudine va a tutte le autorità civili, al Signor Prefetto, al Questore e al Presidente della Provincia di Barletta-Andria-Trani,  ai Sindaci delle amate città di Trani, Barletta, Bisceglie, Corato, Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli. A loro mi ha unito la passione per il bene del nostro popolo.

 Grazie alle autorità militari, ai Comandanti dei Carabinieri, della Finanza, dell’Esercito Italiano di stanza nel nostro territorio, dei Vigili Urbani, alla Dirigente del Commissariato di polizia di Trani.

 A tutti porgo le mie scuse per le mancanze di amore di cui sono responsabile a motivo dei miei limiti. Le mie scuse vanno anche alla mia diletta Comunità parrocchiale della Beata Maria Vergine di Loreto, che ho privato del mio consueto e totale impegno pastorale. Ci rifaremo! Riprenderemo il nostro cammino con la gioia e la familiarità di sempre. 

Sono contento di aver dato il mio piccolo contributo per la crescita della nostra Chiesa diocesana, e a tal fine continuerà il mio impegno nell’essere segno e strumento della presenza e della carità di Dio verso i fratelli e in particolare verso le persone in stato di fragilità. Desidero, con l’aiuto del Signore e della Vergine Maria,  custodire nel mio cuore questi sentimenti e vivere in amicizia con tutti, ritenendo questo elemento essenziale per una vita cristiana e sacerdotale  vera, bella, di comunione. 

Prima di congedarmi, desidero esprimere l’augurio di buon lavoro ai nuovi collaboratori dell’Arcivescovo, al Vicario Generale, ai Vicari episcopali, ai Delegati episcopali e ai Coordinatori di zona. Mi faccio interprete dell’intera Chiesa diocesana nell’assicurare loro sostegno concreto, collaborazione sincera e soprattutto una preghiera costante, affinché il Signore li illumini, li guidi e renda fecondo il loro servizio.

Don Peppino Pavone»

 

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