Dal sindacato

Piano sociale di zona, Cgil BAT: «Nessuno da escludere»

Chiesta una urgente convocazione ai Sindaci ed assessori al welfare, appartenenti all’Ambito Territoriale di San Ferdinando di Puglia

Attualità
Margherita martedì 19 marzo 2019
di La Redazione
Cgil BAT
Cgil BAT © nc

"Abbiamo appreso dalla stampa che l’Ambito Territoriale di San Ferdinando di Puglia, comprendente i Comuni di Trinitapoli e Margherita di Savoia, ha dato l’ok, in ambito di Conferenza dei servizi, al Piano Sociale di Zona relativo al triennio 2018-2020 e che lo stesso “recepisce quanto emerso dalla condivisione con le parti sociali coinvolte”.

A tal proposito, scrivono una lettera ai Sindaci dei tre comuni del territorio provinciale della Bat, oltre agli organismi regionali di controllo per l’appunto, il coordinatore area contrattazione sociale territoriale, Luigi Marzano ed il segretario generale della Cgil Bat, Giuseppe Deleonardis evidenziando che dall’ultimo incontro, avvenuto prima della pausa estiva dell’anno 2018, seguente un loro esposto inviato al Dipartimento Salute e Benessere Sociale della regione Puglia, dove si chiedeva il commissariamento dell’ambito territoriale su indicato, nulla è stato fatto riguardo gli impegni assunti dalle parti in tale incontro, inerente il coinvolgimento, propedeutico all’approvazione del PSZ, concertativo delle organizzazioni sindacali confederali di Cgil, Cisl e Uil.

“Pertanto siamo costretti a chiedere una urgente convocazione ai Sindaci ed assessori al welfare, appartenenti all’Ambito Territoriale di San Ferdinando di Puglia, - scrivono Marzano e Deleonardis - al fine di recuperare nel merito delle tematiche deliberate dalla Giunta Regionale Pugliese nel dicembre 2017 “Puglia Sociale, nessuno escluso” ed il tempo perduto per dare un nostro contributo sociale come è stato fatto presso tutti i restanti ambiti territoriali afferenti la provincia Bat ovvero, in mancanza, l’intervento degli organi istituzionali regionali, a partire dal Dipartimento Salute e del Benessere Sociale oltre all’AReSS per intervenire con il potere di surroga. Restiamo in attesa, fiduciosi, per ‘essere inclusi’e non invece esclusi”.

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