L'approfondimento

Neurochirurgia all'ospedale Bonomo: 50 i casi di neoplasie celebrali nel 2018

Il dr Rapanà: «Abbiamo cominciato nel corso del 2017 e abbiamo implementato le attività nel 2018 soprattutto grazie all'utilizzo in sala operatoria di un neuronavigatore che ci consente di trattare anche i casi più delicati»

Attualità
Margherita sabato 02 marzo 2019
di La Redazione
Spazio Salute - dottor Amando Rapanà e Micaela Abbinante
Spazio Salute - dottor Amando Rapanà e Micaela Abbinante © n.c.

Nell'ambito dell'approfondimento sui servizi sanitari ospedalieri e territoriali della provincia BAT, Spazio Salute, Micaela Abbinante referente per la comunicazione della ASL BAT entra in sala operatoria con il dottor Armando Rapanà per mostrarci da vicino come funziona un neuronavigatore ovvero l'apparecchiatura che viene oggi utilizzata per effettuare gli interventi di neoplasia cerebrale.

Sono 50 i casi di tumore celebrale trattati nel corso del 2018 all'ospedale Bonomo di Andria, nel reparto di Neurochirurgia diretto dal dottor Rapanà. «Abbiamo cominciato nel corso del 2017 - dice il dottor Rapanà - e abbiamo implementato le attività nel corso del 2018 soprattutto grazie all'utilizzo in sala operatoria di un neuronavigatore che ci consente di trattare anche i casi più delicati, i tumori posizionati in zone più difficili, in condizioni di sicurezza».

Il neuronavigatore permette di inserire i dati del paziente, di controllare l'esatta posizione della patologia tumorale, maligna e benigna, e di studiare il percorso chirurgico migliore sia da un punto di vista clinico che dal punto di vista del paziente.

«In neurochirurgia oggi - continua Rapanà - è importante garantire il benessere di vita al paziente che può significare, banalmente, anche non tagliare i capelli se non è strettamente necessario».

Nel reparto sono inoltre garantiti gli interventi classici sulla colonna vertebrale ed è attivo un ambulatorio che consente di continuare a seguire il paziente anche dopo la dimissione.

«Cerchiamo di instaurare un rapporto di fiducia con il paziente - racconta il direttore della unità operativa - è importante che si senta seguito sempre dalla stessa persona, che sappia che può contare sul nostro aiuto anche dopo l'intervento».

L'approfondimento sul canale youtube Asl Bt


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