A cura di C. Rita Di Gaetano

Comprensorio Saline di Margherita: ipotesi di valorizzazione e fruizione del patrimonio locale

Un'idea progettuale pubblicata all’interno degli atti del I Convegno Beni Culturali in Puglia 2020 – Dialoghi Multidisciplinari per la Ricerca la Tutela, la Valorizzazione

Attualità
Margherita venerdì 07 gennaio 2022
di La Redazione
Focus progettuali
Focus progettuali © C. Rita Di Gaetano

Risale al 2017 lo sviluppo di questa idea progettuale elaborata inizialmente per un lavoro di tesi magistrale in Archeologia e successivamente pubblicata all’interno degli atti del I Convegno Beni Culturali in Puglia 2020 – Dialoghi Multidisciplinari per la Ricerca la Tutela, la Valorizzazione.

Il lavoro, svolto da un archeologo (C. Rita Digaetano) con la collaborazione di un architetto (Andrea Lucivero), parte dalla disamina del paesaggio culturale stratificato della piana costiera in cui sorge il Comprensorio delle Saline di Margherita di Savoia e il suo modificarsi nei secoli, sfociando in una un’ipotesi progettuale integrata e sostenibile di riqualificazione territoriale, salvaguardia, valorizzazione e fruizione di tutto il patrimonio culturale e naturalistico presente: un parco ciclo-pedonale di circa 43 chilometri che tocca 4 comuni (Margherita di S., Trinitapoli, Cerignola, Zapponeta), assimila percorsi già esistenti costruendone il proseguimento e coinvolge in diverso modo oltre una decina di siti d'interesse storico-archeologico e cinque aree di interesse ambientale e naturalistico.

L'intento del Parco Ciclo-pedonale del Comprensorio delle Saline è quello di rendere comprensibile, per la prima volta, lo straordinario palinsesto paesaggistico e archeologico locale nella sua interezza, nonché suggerire una sua progressiva riqualificazione negli anni a venire con interventi specifici (scavo, studio, restauro, apertura al pubblico di aree archeologiche e beni architettonici; riqualificazione e apertura al pubblico di aree protette, connessioni intermodali, arricchimento dell'offerta culturale e della ricettività turistica) entro una cornice comune condivisa dalle quattro comunità locali interessate dal progetto. Il risultato finale è il rafforzamento dell’identità culturale del territorio, ma anche la creazione di un “prodotto”, un brand territoriale” che coinvolge tutti i settori con numerose ricadute economiche.

Due importanti documenti ispirano la stesura dell’idea progettuale, la Convenzione di Faro e il Piano Paesaggistico della Puglia le cui indicazioni strategiche sono state analizzate e assimilate nel lavoro stesso.

In tutto sono state realizzate 15 tavole di progetto per circa 200 pagine descrittive che raccolgono e sintetizzano la storia e le peculiarità del contesto territoriale della Salina di Margherita, fissano gli obbiettivi, elencano le possibili forme di finanziamento e gestione, fanno il punto sulle sue ricadute economiche e mostrano in fine i confronti effettuati con altri contesti che presentano caratteristiche analoghe, in particolare il Parco Regionale del Delta del Po, il Parco Naturale Regionale di Molentargius-Saline - Cagliari, la Riserva Naturale di Trapani e Paceco e Valle Salado in Spagna.

  1. Sviluppo, dotazione dei percorsi e itinerari tematici.

Lo sviluppo dei percorsi ciclabili abbraccia tutto il Comprensorio, sia sul versante litoraneo (S.P. 141) con una ciclabile in sede protetta, sia sul versante interno sfruttando prevalentemente il reticolo viario minore rurale, in modo da assicurare un'esperienza quanto più possibile completa e varia del territorio.

Il funzionamento del Parco, come la sua definizione esplicita, è orientato sia verso il cicloturismo, sia verso l'esplorazione a piedi svolta su due tipologie di tracciati: uno in sede specificatamente ciclabile (separata da sedi carrabili e da marciapiedi) e uno in sedi di natura rurale (strade vicinali, tratturelli, vie bianche). Questa distinzione ricalca grosso modo la localizzazione degli stessi: il tracciato costiero, e le sue perpendicolari verso l'interno, si sviluppano principalmente su sede separata, mentre nell'interno prevalgono i percorsi dell'altra tipologia. Il Parco è dotato di porte di accesso principali, punti di scambio intermodale, dotazioni di vario tipo, parcheggi, aree di sosta e di osservazione panoramiche e tematiche (per l'archeologia ed il birdwatching).

Circa le dotazioni specifiche a servizio del percorso si segnalano quelle di due tipologie: urbane ed extraurbane. Nelle dotazioni urbane non può mancare per ognuna delle città un'area sicura in cui i visitatori possano lasciare la propria bicicletta: le CicloStazioni, ove essi possano trovare servizi minimi utili (parcheggio presidiato, fontana d'acqua pubblica, accesso Wi-Fi, aree per la manutenzione delle biciclette, protezione dal sole, nolo bici ecc.)

Alle CicloStazioni urbane, si aggiungono le aree di sosta attrezzate extraurbane, esse verrebbero via via realizzate nei siti di interesse toccati dal percorso ed attrezzate almeno con alcuni dei servizi di quelle urbane secondo possibilità e opportunità caso per caso, rendendo la sosta sempre semplice e sicura. L'ultimo elemento richiamato dalla mappa d'insieme, il Ciclostello, è in verità più un riconoscimento che un oggetto in sé.

Gli itinerari di visita tematici immaginati dal progetto sono essenzialmente due:

  •  Itinerario "Patrimonio storico-archeologico della Salina": alla scoperta della civiltà della Salina (figura 4).

Il percorso del Parco ciclopedonale ricalca grossomodo il perimetro di quella che oggi è la Salina marittima più grande d’Europa, salina naturale nell’antichità e, con le sue numerose tappe, conduce il visitatore alla conoscenza della storia e dell’archeologia di questo lembo di Puglia, connotato dalla presenza del sale sin da tempi remotissimi.

Questo itinerario di visita parte dal Magazzino Sali Sofisticati P. L. Nervi, fulcro organizzativo della fruizione, trasformato in Museo del Sale e, spostandosi verso l’interno e l’area retrolagunare tocca i numerosi siti archeologici presenti (Museo e Parco degli Ipogei, Vasche Napoletane, Villa San Vito, Salapia etc ) raggiungendo Zapponeta. Da qui si riprende per la litoranea giungendo al “borgo” di Torre di Pietra dove si incontrano la cappella di San Michele Arcangelo, il Villaggio dei Salinieri, l’area archeologica marina e altre evidenze minori. Le tappe successive, sempre sulla S.P. 141, sono il sito archeologico e naturalistico di Carmosina Portocanale e infine la Torre medievale delle Saline situata nel centro cittadino, in prossimità del Magazzino Nervi, dove si concluderà la visita dell’intero circuito, proprio lì dove è iniziata.

             

  • Itinerario "Ambiente e natura della salina": alla scoperta del patrimonio di interesse ambientale e naturalistico (figura 4).

La Salina di Margherita di Savoia, con i suoi 3.871 ettari, a cui si sommano due piccole riserve naturali statali limitrofe, quella del Monte e Masseria Combattenti, corrisponde alla più vasta zona umida dell’Italia Centromeridionale, un piccolo eden costiero per numerose specie di uccelli acquatici (20.00-50.000 unità all’anno), per questo motivo l’area è sottoposta a diversi vincoli di salvaguardia che attualmente consentono una fruizione estremamente ridotta del bene.

Il percorso naturalistico ideato immagina la fruizione per le tappe partendo da Centri di Educazione Ambientale, ovvero hub di servizio per la fruizione e la salvaguardia del territorio protetto, posti in essere dalle amministrazioni locali e gestiti congiuntamente ad associazioni di scopo attive nel territorio. Il progetto prevede quattro centri specifici, uno per ogni Comune che compone il cluster più un hub per l’area di Torre di Pietra. La dimensione e varietà del territorio da proteggere fa sì che ogni centro possa avere le proprie peculiarità e specializzazioni. In questo modo si crea un sistema vario e più attrattivo, capace anche di intercettare i fondi necessari alla realizzazione dei progetti.

La rete degli Hub è così composta:

  • Hub ambientale di Margherita di Savoia. Specializzato nella visita dell'area produttiva della salina (da realizzare presso il complesso del Magazzino Nervi).
  • Hub ambientale area di Torre di Pietra. Osservatorio naturalistico dell'avifauna (da realizzare presso il Villaggio dei Salinieri).
  • Hub ambientale di Trinitapoli. Specializzato nella conoscenza sperimentale degli habitat naturali protetti e dei sistemi antropici di gestione dell'assetto idraulico (già esistente presso il C.E.A. Casa di Ramsar).
  • Hub ambientale di Cerignola. Struttura da porre in essere nell’area rurale del sito di Salapia, attiva come riferimento per la fruizione della Riserva Naturale di Stato "Il Monte" e presidio per l’accoglienza degli archeologi e dei visitatori presso il sito archeologico di Salapia.
  • Hub ambientale di Zapponeta. Da collocare tra la città e la palude di S. Floriano dotandolo di percorsi e strutture per la visita alla zona umida.

 

  • Focus progettuali.

            Nell’ambito del lavoro qui esposto sono stati realizzati tre focus progettuali su altrettanti beni e aree toccati dal circuito ciclo-pedonale lì dove il progetto prevede interventi di più ampia portata: il primo riguarda il Magazzino Sali Sofisticati, progettato e costruito da Pier Luigi Nervi con la realizzazione del Museo del Sale e i suoi annessi; il secondo vede protagonisti della valorizzazione i siti archeologici della poco conosciuta fascia retrolagunarie (16 Km di lunghezza), in particolare Salapia/Salpi (Villa San Vito, e Vasche Napoletane e una complesso masseriale (masseria Anzani); il terzo invece interessa nel dettaglio l’intervento pensato per l’area di Torre di Pietra molto ricca di potenzialità sia per la sua valenza paesaggistica che per i beni presenti tutti ricompresi in quello che vuole essere un intervento armonioso che rispecchia una visione olistica del patrimonio.

 

C. Rita Digaetano

 

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