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Ematologia al "Dimiccoli": oltre 100 trapianti autologhi e tasso di successo del 99%

I pazienti che possono essere sottoposti a trapianto autologo sono quelli con mieloma e linfoma

Attualità
Margherita venerdì 26 novembre 2021
di La Redazione
Ematologia
Ematologia © nc

Più di 100 trapianti autologhi dal 2015 a oggi con un tasso di successo a 100 giorni del 99 per cento. Sono questi i dati che qualificano l'attività di trapianto della Unità operativa di Ematologia con Trapianto dell'ospedale Dimiccoli di Barletta diretta dal dottor Giuseppe Tarantini.

Il reparto, attivo a Barletta dal 2013, è dotato di due camere sterili: "i pazienti che possono essere sottoposti a trapianto autologo sono quelli con mieloma e linfoma - precisa Giuseppe Tarantini - ai pazienti vengono somministrate terapie di induzione e subito dopo si procede con il prelievo delle cellule staminali ematopoietiche che, dopo essere state trattate, vengono somministrate nuovamente al paziente". "La permanenza in camera sterile consente di tutelare i pazienti - continua Tarantini - che restano in osservazione tra i 20 e i 25 giorni". 
 
Le valutazioni effettuate a 100 giorni dal trapianto autologo sottolineano un tasso di successo del 99 per cento: "Siamo molto soddisfatti di questo risultato - continua il direttore della unità operativa - siamo riusciti a portare avanti le nostre attività di diagnosi e cura anche nei periodi di maggiore difficoltà legati al Covid". 
 
"Il reparto di Ematologia di Barletta rappresenta un fiore all'occhiello della nostra assistenza - dice Alessandro Delle Donne, Commissario straordinario della Asl Bt - anche nei mesi in cui l'ospedale di Barletta ha ospitato pazienti positivi al Covid, siamo riusciti a tutelare i reparti oncologici e a far proseguire regolarmente le loro attività di assistenza, separando nettamente i percorsi e garantendo la massima tutela ai pazienti e agli operatori". L'Unità operativa di Ematologia con Trapianto ha avviato il percorso per ottenere la certificazione internazionale Jacie.
"Il ringraziamento va a tutto lo staff - dice Tarantini - e il pensiero va a tutti i nostri pazienti, spesso provenienti anche da altri territori ai quali garantiamo la nostra massima attenzione in termini di ricerca, studio e trattamento".   
 
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