Il commento

Un adolescente su 7 ha un disturbo mentale. Psicologi: “Siamo dinanzi a un’emergenza psicologica"

Vincenzo Gesualdo, presidente dell’Ordine degli Psicologi di Puglia, in merito all’allarme lanciato da Unicef: “Non si può più attendere. È necessario investire sul benessere psicologico”

Attualità
Margherita venerdì 08 ottobre 2021
di La Redazione
La pandemia ha avuto un impatto devastante sugli adolescenti
La pandemia ha avuto un impatto devastante sugli adolescenti © Pixabay
“È il risultato di una società che non investe sulla salute mentale e non recepisce le conseguenze future sulla comunità". È il commento di Vincenzo Gesualdo, presidente dell’Ordine degli Psicologi di Puglia, in merito all’allarme lanciato da Unicef secondo il quale “più di un adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale diagnosticato”.
Ansia e depressione rappresentano il 40% dei disturbi mentali. In alcuni casi il disagio mentale è tale da indurre nei giovani la sensazione di non avere una via di uscita, così il suicidio risulta, nel mondo, una fra le prime cinque cause di morte fra i 15 e i 19 anni. “È innegabile che la pandemia abbia scoperchiato il vaso di pandora intimo e individuale, portando a galla una serie di problematiche psichiche che per molto tempo erano rimaste nascoste e che, una volta manifestatesi, non è più possibile tornare a celare” continua Gesualdo. “Tuttavia non è l’unica e sola causa di malessere fra i giovani”. Secondo il rapporto Unicef, infatti, bambini e adolescenti portavano il peso delle problematiche relative alla salute mentale già prima dell’avvento del Covid.
Gli adolescenti sono stati maggiormente investiti dal cosiddetto sovraccarico emotivo e sono i più provati dallo scorso lockdown, il cui impatto sulla salute mentale non è da escludere che possa perdurare per anni. “L’essere umano è abituato a proiettarsi nel futuro, a fare scelte e a prendere decisioni in vista del domani. Venendo meno questa certezza, ci sentiamo improvvisamente bloccati e persi e proprio questo è capitato a tutti, specialmente ai più giovani che hanno assistito ad una destrutturazione della loro quotidianità” spiega lo psicologo.
Sempre secondo gli ultimi dati disponibili dell'Unicef, a livello globale, almeno 1 bambino su 7 è stato direttamente colpito dai lockdown, mentre più di 1,6 miliardi di bambini hanno perso parte della loro istruzione a causa delle chiusure delle scuole. "Sono dati gravi che danno la percezione del rischio a cui sono esposti i nostri ragazzi e di cui abbiamo ormai contezza. I presìdi psicologici sono ancora insufficienti sul nostro territorio, occorre estendere e far radicare l'importanza del sostegno psicologico, partendo dalle istituzioni pubbliche e scolastiche”.
L’allarme arriva dal ministro della salute Roberto Speranza il quale, sul suo profilo Twitter, rimarca la necessità di “investire di più nella salute mentale che è importante quanto la salute fisica”.
"Per tutelare i nostri ragazzi e fare in modo che le donne e gli uomini di domani non portino nell'anima un'impronta completamente negativa da questa esperienza, bisogna dare importanza al loro benessere psicologico e bisogna iniziare al più presto, cominciando dai più fragili, a fornire quell’assistenza di cui hanno bisogno" conclude Gesualdo.
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I commenti degli utenti
  • Marco ha scritto il 10 ottobre 2021 alle 22:43 :

    Magari gli psicologi si inventano casi tra i ragazzi per autopromuoversi. Rispondi a Marco

  • Maria P. ha scritto il 09 ottobre 2021 alle 06:12 :

    È anche vero che a volte si esagera nel definire problemi psicologici semplici aspetti del carattere dei ragazzi. Rispondi a Maria P.

  • Maria P. ha scritto il 09 ottobre 2021 alle 05:54 :

    A volte si esagera nell'attribuire malattie mentali ai ragazzi, forse perché dietro certe diagnosi c'è il business degli addetti a queste cose. Rispondi a Maria P.

  • Franco ha scritto il 08 ottobre 2021 alle 11:54 :

    Dovremmo dire un polemico grazie alla Dad voluta con tanta insistenza della Regione Puglia, ai giochini elettronici e ai telefonini. Rispondi a Franco