Il caso

Da No-vax a vaccinato: la storia di Paolo Viviano, autista di ambulanze di Barletta

A segnare la svolta, la paura: "Ho visto 40enni sani, senza patologie, ammalarsi di polmonite fino a non riuscire più a respirare"

Attualità
Margherita domenica 28 marzo 2021
di La Redazione
Paolo Viviano
Paolo Viviano © Facebook

Da convinto sostenitore No-Vax all'iniezione della prima dose di vaccino contro il Covid-19 questa mattina: è racchiusa fra questi due estremi la parabola di Paolo Viviano, autista di ambulanze di Barletta. A segnare la svolta, la paura. Tanta paura. "Mi chiamavano il capo dei No-Vax, per la determinazione con cui combattevo l'idea di doversi vaccinare per sconfiggere il coronavirus - racconta Paolo a La Repubblica - Ero convinto si trattasse di una speculazione delle case farmaceutiche".

Ma il suo lavoro lo ha obbligato a guardare in faccia la realtà, ogni giorno sempre più drammatica: "Ho visto 40enni sani, senza patologie, ammalarsi di polmonite fino a non riuscire più a respirare; le terapie intensive piene, i colleghi che mi raccontavano l'angoscia vissuta nei reparti. E ho iniziato ad avere davvero paura". Così Paolo inizia un percorso di riflessione e autocritica, che lo conduce a una decisione per lui impensabile fino a pochi giorni fa: vaccinarsi, per proteggere se stesso, i suoi cari e i pazienti con i quali è a contatto per lavoro. Non solo: anche suo figlio è un operatore sanitario ed entrambi hanno deciso di cambiare rotta e dare fiducia alla scienza, rinnegando le teorie complottiste. "Il dottore mi ha spiegato, ho capito che aveva ragione, che l’unica maniera per salvarci da questo incubo era vaccinarsi. Oggi io e mio figlio ci siamo vaccinati insieme”. Di questi tempi, il buonsenso fa notizia.

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