Il caso

Parco eolico marino fra Barletta e Margherita di Savoia, secco rifiuto del PD

Tutte le città interessate dal progetto hanno una già consolidata vocazione turistica

Politica
Margherita mercoledì 10 gennaio 2018
di La Redazione
Parco eolico in mare
Parco eolico in mare © nc

Una richiesta di concessione demaniale marittima, della durata di 25 anni, per installare nelle acque del mare fra Manfredonia, Barletta e Margherita di Savoia 50 pale eoliche è stata presentata dalla società Trevi Energy spa il 21 novembre scorso. L'ipotesi di un parco eolico off shore nel mare del nostro territorio trova netta opposizione da parte degli esponenti locali del Partito Democratico. In una nota, il segretario cittadino Emanuele Quarta argomenta ampiamente il rigetto di tale possibilità.

"Vecchia e cattiva abitudine quella di far passare scelte vitali per la nostra economia sulla testa dei cittadini. Dopo una svendita ampia del nostro territorio , si cerca di svendere l’ultima area disponibile e fruibile per la nostra collettività fiore all’occhiello della nostra città.
Costruire delle pale eoliche in mare significa deturpare il nostro paesaggio che è già abbastanza provato. Tale istanza va rigetta, così come fatto in passato. Riteniamo che l’eolico offshore non comporterebbe alcuna ricaduta apprezzabile sul nostro territorio, mortificando la sua vocazione".

Vediamo perché, nello specifico:

La comunità costiera di Margherita di Savoia ha una stretta interdipendenza con il mare ed il suo ecosistema tanto per ragioni culturali ed economiche. La nostra marineria come quella delle altre comunità interessate, è tra le più importanti e produttive d’Italia ed il settore già soffre gli effetti della riduzione delle quantità di pescato, che verrebbero ulteriormente contratte a causa dei lavori di installazione delle torri eoliche. Tutte le città interessate dal progetto hanno una già consolidata vocazione turistica o hanno promosso investimenti, pubblici e privati, in questo settore strategico; parte dello specchio di mare coinvolto nella progettazione degli impianti è compreso nel perimetro del Parco Nazionale del Gargano.

L’istallazione di parchi eolici offshore, dunque, comporterebbe per le popolazioni residenti benefici economici ed occupazionali di gran lunga inferiori rispetto ai costi ambientali ed ai rischi economici che un simile intervento determinerebbe.

Quali le ricadute sul territorio?
• L’OCCUPAZIONE
→ L’installazione degli impianti sarà effettuata da operai specializzati che nel nostro Paese non sono presenti.
→ I nostri porti non saranno utilizzati, come logistica, per la realizzazione dell’opera.
→ Dal momento in cui entrerà in funzione sarà presente un numero irrisorio di personale del luogo.
→ Per quanto riguarda la marineria del luogo, sorgeranno innumerevoli difficoltà che potrebbero portare alla perdita di posti di lavoro nel settore ittico, già pesantemente provato dalla crisi.
• L’IMPATTO AMBIENTALE
L’intervento si pone al centro del Golfo di Manfredonia in una posizione equidistante dalle coste più pregiate e delicate del Parco Nazionale del Gargano (nonché del Parco Naturale Regionale del Fiume Ofanto), caratterizzate dalla presenza di spettacolari falesie di candida roccia calcarea e dai profondi arenili che da Manfredonia si distendono sino alle bianche Saline di Margherita di Savoia.
Inoltre, tale area risulta di enorme importanza avifaunistica per la presenza di circa 300 specie di uccelli, per lo svernamento delle specie acquatiche e per un rilevante flusso migratorio attraverso il mare. L’installazione di queste pale eoliche è, dunque, definibile come offesa che si vuole arrecare ad un angolo d’Italia che meriterebbe una rigorosa tutela per i valori ambientali, storici, paesaggistici e naturalistici che lo nobilitano e lo rendono unico nel panorama del nostro Paese.
• IL TURISMO
Dato l’avvio sistemico di attività che mirano ad un incremento del settore turistico in loco e, vista la recente realizzazione del porto turistico, gli impianti graverebbero fortemente su tale progetto.
Inoltre, non è trascurabile l’impatto visivo, nonostante le rassicurazioni date in merito, dai progettisti.
• L’ASPETTO ECONOMICO
Il territorio non beneficerebbe di abbattimenti di costi sulle bollette della corrente e ai comuni non verrebbe corrisposto nessun tipo di introito.Si stima che il funzionamento di questi impianti sarà di circa 30 anni e, anche se le aziende hanno assicurato un piano di smantellamento, a fine termine non è assicurato nessuna polizza fideiussoria che garantisce l’adempimento degli accordi pattuiti, suindicati.
È fondamentale aggiungere che la Regione Puglia è la prima in Italia per la produzione di energia da fonti alternative e, una consistente parte dell’energia prodotta, non raggiunge la fase di distribuzione.

Chiediamo un coordinamento con tutte le istituzioni locali e tutte le forze politiche e sociali del territorio affinché si faccia pressione sui Ministeri competenti.

Occorre stabilire linee di azione per convincere chi dovrà esprimersi sulle autorizzazioni che l’area in questione non può, per l’ennesima volta, ricevere uno schiaffo alle proprie potenzialità turistiche ed ambientali.

Nei prossimi giorni programmeremo iniziative politiche e civiche finalizzate alla protezione dell’ecosistema marino ed alla sostenibile valorizzazione sociale ed economica delle risorse naturali del nostro
territorio.


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