La lettera

Monsignor Pichierri: «Pasqua è il nuovo inizio della vita umana»

Il messaggio augurale dell'Arcivescovo a tutta la Diocesi di Trani, Barletta, Bisceglie e Nazareth

Cultura
Margherita domenica 09 aprile 2017
di La Redazione
Mons. Giovan Battista Pichierri
Mons. Giovan Battista Pichierri © Anna Tronci

Ecco il testo integrale del messaggio di Mons. Giovan Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, inviato alla comunità ecclesiale diocesana in occasione della Pasqua 2017:

«Carissimi, Gesù risorto è l'amore del Padre che si autodona a noi per rigenerarci col suo Spirito. Siamo creature divinizzate! Così «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chi crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

Pasqua è il nuovo inizio della vita umana, il «primo giorno della settimana» che ricorda il primo giorno della creazione: «E fu sera e fu mattina, primo giorno» (Gn 1,4).

La risurrezione di Gesù si presenta come l'inizio di una nuova creazione definitiva. Gesù risorto dice ai suoi apostoli e discepoli di andare in Galilea, cioè di tornare a vivere il cammino che Egli aveva fatto con loro senza essere ancora pienamente compreso in quello che diceva; per cui tutti a Gerusalemme fecero l'esperienza del fallimento. "Tornare in Galilea con Gesù risorto vuol dire avere l'opportunità di ricominciare di nuovo dopo il rinnegamento, dopo il senso di vergogna per essere fuggiti dalla croce di Gesù" (P.A. Ceccarelli S.I. in messaggio del Cuore di Gesù, 4 aprile 2017).

Con Gesù Risorto si può ricominciare non come se nulla fosse accaduto, ma proprio perché tutto è accaduto.

"Certamente la vita con il suo ritmo e le sue preoccupazioni ci distrae molto. Né dobbiamo pensare che la fede nel Cristo risorto ci tolga le preoccupazioni. Siamo coscienti e fiduciosi che il Signore risorto ci sta vicino, dovunque stiamo. Siamo chiamati a restare vigilanti nel difendere e custodire la nostra fede come valore, soprattutto quando la libertà non è intesa correttamente.

Siamo in una società che, per il guadagno e per il commercio, dimentica il valore della vita, fa della stessa vita un fatto commerciale, dell'amore una cosa da comprare. Torniamo a mettere in luce le cose che non hanno prezzo, il valore di un'attenzione premurosa verso i fratelli" (idem).

Scrive Paolo ai cristiani di Colossi: «Se dunque siete risorti con Cristo , cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio [...] Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria; a motivo di queste cose l'ira di Dio viene su coloro che gli disobbediscono».

Il Cristo risorto ci faccia gustare la bellezza di scoprirci fratelli e sorelle in Cristo molto di più di quando ognuno pensa a se stesso in modo egoistico. Sperimenteremo allora che Gesù Cristo, nostra vita nuova, è risorto, davvero è risorto!

É l'augurio pasquale che rivolgo a tutta la comunità diocesana e a tutti gli uomini e donne amati dal Signore.

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