Il caso risale al 2016

Discarica abusiva di rifiuti speciali edili, sequestrati beni per 7 milioni

Già allora emerse che su area privata con vincoli paesaggistici erano stati sversati oltre 50.000 metri cubi di materiali inquinanti, costituiti da fresato d'asfalto ed inerti da demolizione

Cronaca
Margherita lunedì 09 luglio 2018
di La Redazione
Il terreno sequestrato nel 2016
Il terreno sequestrato nel 2016 © nc

Grazie a un'intensa attività di indagine, in data 28 gennaio 2016 i militari della Stazione Carabinieri di Margherita di Savoia e i militari del Nucleo Operativo Ecologico di Bari intervenivano in località Cannafesca di Margherita di Savoia dove scoprirono un'area di oltre due ettari di terreno a ridosso della spiaggia ricoperta da una enorme quantità di rifiuti speciali. Già allora emerse che su area privata con vincoli paesaggistici erano stati sversati oltre 50.000 metri cubi di materiali inquinanti, costituiti da fresato d'asfalto ed inerti da demolizione fino a causarne l'innalzamento del piano di calpestio di oltre due metri e mezzo.

In quel contesto venne deferita in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria Z. F., di Barletta, legale rappresentante di società operante nel settore dell'edilizia, per i reati di attività di gestione di rifiuti non autorizzata e realizzazione di opere edili su area sottoposta a vincolo paesaggistico.

Oggi, grazie a delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Bari che ha permesso attività investigative più specialistiche, emerge un quadro criminale organizzato a carico di 12 soggetti, qualcuno già pregiudicato anche per reati a danno dell'ambiente, riconducibili alla summenzionata società edile e ald locale impianto di recupero rifiuti presunti responsabili, con più operazioni e attraverso l'allestimento di mezzi ed attività continuative organizzate, di discarica e gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti speciali contaminati da idrocarburi, al fine di conseguire l'ingiusto profitto rappresentato dal risparmio di spesa derivante dalla mancata attivazione delle corrette procedure di gestione dei rifiuti prescritte dalla legge, quantificabili in 56.000 tonnellate accertate (suscettibili, in astratto, di riempire un intero campo da calcio per un altezza di 6 metri), riversati a ridosso della spiaggia sabbiosa di Margherita di Savoia, già bandiera blu per la qualità della balneazione offerta.

Su disposizione del Tribunale di Bari i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, quindi, in cooperazione con il Reparto Operativo dei Carabinieri di Bari e Foggia, a carico dei soggetti e delle aziende coinvolte, eseguivano un sequestro per equivalente di beni immobili consistenti in centri commerciali, villette sul mare e locali commerciali, nel limite della quantificazione del risparmio ottenuto dalle due aziende per il mancato conferimento del rifiuto in discarica, dell'ammontare di quasi 7 milioni di euro.

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